La qualità dell’aria

INDOOR AIR – La qualità dell’aria negli ambienti chiusi (generalmente indicata come “indoor air”) svolge direttamente o indirettamente un ruolo di primo piano per il benessere delle persone rappresentando uno dei principali determinanti della salute, considerando che spesso l’esposizione all’inquinamento indoor è dominante rispetto a quella esterna-outdoor. La qualità dell’aria indoor dipende, oltre che dalla qualità dell’aria esterna, anche dalla presenza di sorgenti interne di emissione e diffusione di contaminanti, con concentrazione di inquinanti chimici e biologici che possono influenzarne le caratteristiche.

INDOOR AIR E COVID19 – A seguito della recente emergenza sanitaria per la diffusione del virus SARS-CoV-2, in un recente documento dell’ISS si dichiara che “Di fronte all’attuale situazione nazionale che ha comportato l’introduzione di provvedimenti di sanità pubblica (tra cui le misure di riduzione dei contatti, la limitazione della circolazione delle persone e di allontanamento dalla propria residenza, domicilio) necessarie per prevenire, impedire e ritardare la diffusione dell’epidemia da SARS-CoV-2, il virus che causa la COVID-19, la qualità dell’aria indoor assume una rilevante importanza nella protezione, tutela e prevenzione della salute dei cittadini e dei lavoratori.

Nei diversi edifici e ambienti in cui si svolgono una molteplicità di attività e funzioni (come le abitazioni, gli uffici, le strutture sanitarie, le farmacie, le parafarmacie, le banche, le poste, i supermercati, gli aeroporti, le stazioni e i mezzi di pubblici) è utile promuovere processi che permettano di acquisire comportamenti e misure di prevenzione della salute. In generale, in ogni condizione, adeguate norme comportamentali rivestono un ruolo importante nel miglioramento della qualità dell’aria indoor e, in relazione al contenimento o rallentamento della trasmissione del SARS-CoV-2, nei diversi ambienti, assumono un particolare significato e rilievo.” (dal Rapporto ISS COVID-19 n. 5/2020).

In questa situazione è dunque emersa una maggior sensibilizzazione al tema della qualità dell’aria negli ambienti indoor, anche in virtù del fatto che alcune misure di prevenzione introdotte per ridurre il rischio di infezione hanno previsto l’isolamento delle persone in luoghi chiusi siano essi di lavoro che di vita; anche per questo motivo, con la maggior presenza negli ambienti indoor, si aumenta la concentrazione degli inquinanti ed il rischio di trasmissione del virus.

Va, peraltro, evidenziato che i virus rappresentano una delle cause più comuni di malattie infettive trasmesse in ambienti indoor, soprattutto a causa delle loro caratteristiche di elevata contagiosità e resistenza ambientale. Tuttavia, è anche vero che la loro ricerca in ambienti indoor, nell’aria e sulle superfici, non viene svolta di routine a causa dell’ampia varietà di gruppi virali esistenti, delle grandi differenze fra loro, di virulenza e di patogenicità e, soprattutto, per la mancanza di protocolli standard per il loro rilevamento.

In questo periodo sono state introdotte varie misure e disposizione di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica per la sanificazione degli ambienti finalizzate al contenimento del contagio umano. Nel documento “Rapporto ISS COVID-19 n 25/2020” viene espressamente indicato che “quando si parla di sanificazione, anche in riferimento alle normative vigenti, si intende il complesso di procedimenti ed operazioni di pulizia e/o disinfezione e mantenimento della buona qualità dell’aria”.

INDICAZIONI DELL’ISS PER LA BUONA QUALITÀ DELL’ARIA – Mentre sono state evidenziate e suggerite alcune azioni per la sanificazione periodica dei locali attraverso l’utilizzo di tecnologie che utilizzano ozono, cloro, perossido o raggi UVC che possono essere realizzate solo in assenza di persone e con personale qualificato all’utilizzo di tali tecnologie e sono stati indicati i prodotti per la detergenza, sanificazione e disinfezione delle superfici, riguardo al mantenimento della buona qualità dell’aria tutte le disposizioni si sono limitate ad indicare il ricambio periodico dell’aria (rinnovo) oltre che alcune regole per l’utilizzo degli impianti di climatizzazione. In particolare, va evidenziato che il rinnovo dell’aria avviene normalmente per sostituzione con aria prelevata all’esterno mediante operazioni semplici come l’apertura delle finestre o attivando sistemi di ventilazione meccanica che permettono di filtrare o trattare l’aria dal punto di vista termico o igrometrico prima dell’immissione in ambiente.